Blog

Scopri le ultime novità dal mondo Light&Power

Come sarà il mondo tra 35 anni? Ecco i cambiamenti che vi lasceranno senza parole

Come sarà il mondo tra 35 anni? Ecco i cambiamenti che vi lasceranno senza parole

Oggi vi vogliamo parlare di agricoltura. No, tranquilli, non ci siamo dati alla terra. Restiamo ben saldi sui concetti di ecosostenibilità e responsabilità sociale ma li utilizziamo per comprendere quanto questi possano incidere sulle cose “banali” di tutti i giorni (come ad esempio ciò che mangiamo). Cose che diamo per scontate e che, invece, entro un tempo brevissimo, potrebbero cambiare del tutto.

Cosa succederà fra circa 35 anni (nel 2050) ai nostri campi e alle coltivazioni che conosciamo? Ce lo dice un super computer che – grazie a calcoli accurati che cercano di ricreare le condizioni climatiche nel breve futuro – prende il posto della macchina del tempo:
• la vite fiorirà prima, a marzo anziché ad aprile, e la sua produzione non aumenterà; sarà inoltre soggetta ad attacchi ad opera di un fungo che costringerà i viticoltori ad utilizzare maggiori trattamenti parassitari.
• la rucola aumenterà la grandezza delle proprie foglie per via dell’aumento di Co2 nell’atmosfera: potrebbe diventare tossica.
• il basilico sarà quasi annientato da un parassita africano.
• le zucchine saranno sotto attacco di muffe sulle foglie e si dovranno selezionare solo le specie più resistenti ai parassiti a alla penuria di acqua.
• Patate e riso saranno assediate quasi totalmente da altri parassiti mentre l’orzo migliorerà la sua produzione grazie all’aumento di Co2.
• Vino, birra e cavolo potrebbero diventare tossici per colpa di una tossina che si sta già espandendo dal Mediterraneo verso nord.
Insomma, in pochi anni, tutto ciò che conosciamo, che mangiamo e che ci dà la forza per vivere potrebbe subire processi di impoverimento ed essere messo in discussione ad opera di insetti e mutazioni deleterie.

Si prevede che molte coltivazioni che oggi vengono sviluppate nel sud del mondo possano essere spostate in zone del nord, che diventerebbero più adatte e calde al punto giusto.
Bisognerà prevenire l’arrivo di nuovi parassiti, a causa della globalizzazione, se non vogliamo assistere ad un cambiamento repentino dei nostri territori. Altrimenti finiremo per coltivare solo datteri ed arachidi. Uno scenario quasi apocalittico. Ma come evitarlo? Tutti noi possiamo fare la nostra parte…

La cosa fondamentale è cercare di diminuire le emissioni di Co2 nell’atmosfera: per non perdere il business del Made in Italy culinario, che scomparirebbe per sempre, dobbiamo tassativamente cominciare a diventare persone sempre più green e meno strafottenti nei confronti dell’eco-sostenibilità, partendo dalle piccole cose: impianti che rispettino l’ambiente, auto meno inquinanti e case che non sovrastino la natura. Che ne pensate?